Falsi messaggi, email fraudolente, comunicazioni ingannevoli. Continua inarrestabile l’ondata di attacchi informatici che, sfruttando il nome dell’Agenzia delle Entrate, punta a carpire dati sensibili e informazioni finanziarie di cittadini e imprese italiane.
Il fenomeno ha mostrato una preoccupante escalation negli ultimi anni. Il caso più recente risale al 30 agosto 2024, con la segnalazione di false comunicazioni riguardanti presunte modifiche alla normativa sulla dichiarazione precompilata. I truffatori, spacciandosi per funzionari dell’Agenzia delle Entrate, tentavano di ottenere informazioni riservate dagli utenti ignari.
Non si tratta di episodi isolati. Già nell’aprile 2022, l’Agenzia delle Entrate aveva denunciato una campagna di phishing relativa a presunti mancati versamenti dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Pochi mesi prima, nel gennaio dello stesso anno, era stata la volta di false richieste di consegna dell’ultima dichiarazione dei redditi.
Il modus operandi è sempre lo stesso: messaggi che riproducono fedelmente loghi, stili e toni ufficiali, con l’obiettivo di convincere il destinatario della loro autenticità. Particolarmente insidiose le comunicazioni che sfruttano il nome del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, come quelle segnalate nell’aprile 2021 e nel novembre 2020, entrambe finalizzate a sottrarre dati bancari e personali.
Per fronteggiare questa minaccia, l’Agenzia delle Entrate raccomanda di verificare sempre l’autenticità delle comunicazioni ricevute, prestando particolare attenzione agli indirizzi email dei mittenti. È fondamentale evitare di cliccare su link sospetti o scaricare allegati non richiesti, oltre a segnalare tempestivamente eventuali tentativi di frode.
La protezione dalle minacce informatiche richiede un impegno costante: utilizzare software antivirus aggiornati, attivare l’autenticazione a due fattori per i propri account e, soprattutto, mantenere un sano scetticismo verso comunicazioni che richiedono dati personali o bancari, anche quando sembrano provenire da fonti autorevoli.
Nell’era digitale, la vigilanza e la collaborazione tra istituzioni e cittadini rappresentano la migliore difesa contro un fenomeno che, purtroppo, non accenna a diminuire, ma anzi si evolve costantemente adattandosi alle nuove tecnologie e sfruttando i momenti di maggiore vulnerabilità degli utenti.