Instagram cambia algoritmo per gli adolescenti: meno contenuti ripetuti su ansia, corpo e alimentazione

Instagram cambia algoritmo per gli adolescenti: meno contenuti ripetuti su ansia, corpo e alimentazione

Instagram testa nuove modifiche all’algoritmo per gli adolescenti, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione ripetuta a contenuti legati a temi sensibili come ansia, immagine corporea e alimentazione.

La novità annunciata da Meta punta a limitare possibili effetti negativi sulla salute mentale dei più giovani. L’intervento riguarda soprattutto i contenuti che l’app propone in automatico, tra Reel, Esplora e Feed: quel flusso continuo che può portare un ragazzo a vedere più volte argomenti delicati senza averli cercati davvero, trasformando la raccomandazione dell’algoritmo in una pressione silenziosa ma costante.

Dai Reel al Feed: dove Instagram limiterà la ripetizione dei contenuti sensibili

Le modifiche riguarderanno Instagram Reels, la sezione Esplora e i contenuti suggeriti nel Feed. Sono le zone dell’app in cui è l’algoritmo a scegliere cosa mostrare, anche quando l’utente non segue direttamente un profilo. Secondo Meta, l’obiettivo non è cancellare del tutto questi argomenti, ma evitare che vengano proposti “ripetutamente” agli adolescenti.

La differenza conta. Un video su nutrizione, palestra o gestione dell’ansia può anche essere utile. Ma una serie continua di contenuti simili può trasformare un interesse passeggero in una pressione costante. “Vogliamo che questi temi siano bilanciati con altri tipi di contenuto”, ha spiegato la società. In altre parole: meno spirali algoritmiche, almeno nelle intenzioni.

Body image, nutrizione e ansia: le categorie nel mirino del nuovo algoritmo

Il nuovo filtro tocca categorie più difficili da definire rispetto agli interventi già introdotti da Meta nel 2024. Allora Instagram aveva stretto i limiti per i minorenni su contenuti sessualmente allusivi, ricerche legate ad alcol, violenza grafica e materiali considerati maturi. In quella fase l’azienda aveva paragonato l’esperienza dei teenager sulla piattaforma a un contenuto adatto a una classificazione PG-13. Un paragone contestato dalla Motion Picture Association, che aveva inviato anche una diffida. Ora il terreno è più scivoloso.

Nel mirino finiscono contenuti su body image, esercizio fisico intenso, alimentazione, ansia, depressione e altri temi che, se visti in massa, possono pesare sulla percezione di sé. Non si parla, almeno per ora, di un blocco generale. Meta dice di voler intervenire sulla frequenza con cui questi contenuti tornano davanti agli occhi degli utenti. Un dettaglio tecnico, certo. Ma anche decisivo: l’algoritmo non sceglie solo cosa far vedere, decide anche quante volte riproporlo.

Dopo le cause sulla dipendenza social, la strategia di Meta per proteggere gli adolescenti

La decisione arriva mentre negli Stati Uniti resta alta l’attenzione sul rapporto tra social media, minori e salute mentale. A Los Angeles, un processo civile sulla presunta dipendenza da social ha riportato al centro del dibattito il ruolo delle piattaforme nel trattenere gli utenti più giovani davanti allo schermo. In quel caso la giuria si è espressa contro Meta, alimentando nuove domande sulla responsabilità delle grandi aziende tecnologiche.

La società non ha collegato direttamente il nuovo aggiornamento a quella vicenda giudiziaria, ma il clima pesa. Meta ha annunciato che impostazioni simili arriveranno anche su Facebook e Messenger entro la fine dell’anno. Restano da chiarire tempi, criteri di applicazione e margini di controllo per famiglie e utenti. Per ora il segnale è netto: la piattaforma prova a intervenire non solo sui contenuti più espliciti, ma anche su quelli che, ripetuti giorno dopo giorno, possono diventare parte del problema.

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